nintendo-switch

Nintendo Switch: recensione

Sono passati dei mesi, quasi otto, dall’uscita della nuova console Nintendo quindi, seppur tardiva, la recensione nasce da una consapevolezza dei pregi e dei difetti della macchina maturata nell’arco di un più che esaustivo tempo di prova, riflessione e valutazione che si sperano il più oggettivo possibile.

Introduzione: risurrezione

Tutti fattori scaturiti dall’avere sottomano diversi giochi, di diverso genere, di diversi termini di paragone, di diversa fattura, che vanno dai tripla A ai porting, dagli action RPG ai picchia duro, particolarismi di solito non di assoluta importanza di solito, ma che nell’esperienza altrettanto particolare che offre il dispositivo in questione inficiano non poco. Ma su questo ci ritorniamo più tardi.

In questa piccola introduzione si vuole sottolineare un aspetto che è si innegabile agli occhi di tutti (e quindi prodotto di un pensiero imparziale) ma che viene caricato da un sincero e genuino affetto che ogni videogiocatore serio e abbastanza navigato prova per Mamma Nintendo.

Ѐ innegabile difatti che, anche per un nintendaro della prima ora, l’ultimo decennio non sia stato proprio il massimo che potessimo richiedere alla casa di Kyoto. In questi anni se la grande N l’ha fatta da padrone in campo portatile (il 3DS nonostante la sua vecchiaia sforna ancora capolavori e vende come il pane, come il suo predecessore del resto), sul piano casalingo è stata a dir poco altalenante, con un Wii che, successore del mitico quanto sfortunato Cubo, ha arato in fatto di vendite la concorrenza sdoganando il mondo dei videogiochi optando per una scelta di produzione video ludica più casual (anche se possessore di una libreria di tutto rispetto), ed un Wii U che ha fatto l’esatto opposto, un vero flop che anche se ha potuto beneficiare di grandissimi titoli è stato trattato male (vedi il marketing) a partire dalla sua casa produttrice.

Ѐ proprio per questo che parlo di risurrezione. Nintendo Switch già dai rumor, già da quando era denominata col nome in codice di NX, attirava e faceva parlare di sé, già dalla sua presentazione tirava per la gola, già dal day one era esaurita.

Un successone. Vuoi per un marketing completamente rivisto, vuoi per le esclusive annunciate (in questo campo Nintendo non delude mai) nonché le terze parti, vero tallone d’Achille dei nostri che hanno deciso la prematura morte di Wii U, vuoi per i giochi al lancio e prossimi all’uscita dignitosi d’un pensierino, per non parlare del maestoso cavallo di battaglia che è stato “The Legend of Zelda: Breath of the Wild”, vuoi per la singolarità della console stessa che offre possibilità d’utilizzo non comuni.

Grazie a questi fattori Nintendo è tornata sulla cresta dell’onda. Parliamoci chiaro, non ha mai rischiato il lastrico. Nel vasto mondo video ludico l’ultima che rischia la bancarotta è proprio Nintendo. Ma seppur fedelissimo alla casa di Super Mario, anch’io ho visto com’essa abbia mostrato il fianco negli ultimi tempi, e vederla “risorgere” dunque non può che rendermi felice.

Specifiche e caratteristiche tecniche della Nintendo Switch

Processore: Nvidia Tegra personalizzato

Schermo: 6,2 pollici 720p con multi-touch a dieci punti

Dimensioni: 102x239x13,9mm (Joy-Cons attaccati)

Peso: 297g (398g con i Joy-Cons attaccati)

Batteria: 4310mAh, 16WHr

Memoria interna: 32GB

Connessioni: WiFi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.1, dock compatibile con un adattatore USB LAN

Output TV massimo: 1080p/60Hz

Output audio: 5.1 Linear PCM attraverso l’HDMI del dock

Casse interne: Stereo

USB: Type-C sull’unità, 2x 3.0 USB e 1x 2.0 USB sul dock

Altre caratteristiche: Slot per le cartucce, slot per MicroSD/SDHC/SDXC, accelerometro, giroscopio, sensore di luminosità, jack stereo da 3.5mm

Così come per le specifiche, si è discusso parecchio anche riguardo la tecnologia Tegra di Nvidia. Stando a delle solide prove, Switch sfrutterebbe una versione aggiornata del chip Tegra X1 basato su Maxwell e, anche se questo chipset potrebbe essere relativamente vecchio stando al ritmo frenetico con cui si evolve la tecnologia mobile, le sue prestazioni sono ancora eccellenti.

Accoppiato a delle API low-level, possiamo finalmente vedere le potenzialità di questo pezzo di silicio. Si tratta di una grossa differenza rispetto all’architettura IBM PowerPC che Nintendo ha usato per le sue console domestiche dal GameCube fino al Wii U, un inizio tutto nuovo ed emozionante.

La cosa fondamentale è che questo taglio tecnico con il passato, in favore di un chipset mobile dai consumi efficienti, ha dato a Nintendo la possibilità di condensare tutto quello di cui c’era bisogno all’interno di un piccolo dispositivo. La console domestica e la console portatile sono ora una cosa sola e tutte le energie dei creatori di Nintendo sono ora focalizzate su una sola piattaforma. 

Ibrido è meglio

La caratteristica principale della nuova macchina Nintendo consiste nel poter trasformare il dispositivo da console domestica in una vera e propria console portatile. Al centro di questa tecnologia si trova una soluzione intelligente, un adattabile cuore da tablet.

Da ogni punto di vista si tratta di un salto di qualità rispetto al suo immediato predecessore, il Wii U e il suo GamePad.

Ѐ sostanzialmente l’idea inversa al Wii U, una soluzione videoludica opposta. Il cambiamento fondamentale riguarda il fatto che tutti i processi grafici sono gestiti nativamente da questa unità, sia che si trovi nel dock sotto la vostra TV, sia che la si usi in giro. Questo piccolo trucco fa di Switch la console portatile più potente mai creata.

Un piccolo miracolo

 Non ci girerò tanto attorno: Nintendo Switch è un miracolo. Anche se per il suo processore Switch è semplicemente un Nvidia Shield, Nintendo non ha mai puntato sui tecnicismi atti alla potenza delle proprie console come Microsoft e Sony.

Nintendo ha sempre scelto un’altra strada. Quindi non parliamo di un miracolo in termini di potenza e forza bruta. L’ibrido di Nintendo svolge il suo compito alla perfezione: i giochi girano (ovviamente tale affermazione può variare di gioco in gioco) in portatile ad una risoluzione e frame rate tali da non invidiare quelli in modalità TV, anzi delle volte superiori (almeno in temini di fluidità) a quest’ultima posizione di gioco. E quando si riesce a giocare ad un gioco a dir poco maestoso come “Breath of the Wild” in portatile a 720p e 30 fps stabili per circa 3 ore, qua signori siamo davanti ad un piccolo miracolo.

Come avviene la magia 

Come si è già detto, Switch può essere usata sia come una normale console casalinga che portatile. Nella sua confezione è presente oltre al blocco alimentatore, ai controller (dei quali specificherò la funzione poco più avanti) e al tablet (la console è effettivamente il tablet), un pezzo di plastica.

Questo pezzo di plastica, il Dock, è la base su cui viene posato il tablet che, tramite alimentatore e cavo HDMI ad essa collegati (dunque anche come modo di carica della batteria), trasmette l’immagine al televisore, diventando una console casalinga. In qualsiasi momento il tablet può essere estratto dal dock ed usato come dispositivo portatile.

I controller, i cosidetti Joy-Con, nella prima modalità possono essere utilizzati separati (anche per via del loro accelerometro e giroscopio), o uno per persona in multiplayer, o per un assetto più classico possono essere “uniti” tramite un’impugnatura per dare il feeling di joypad (il classic pro controller, un normale joypad, può essere acquistato separatamente).

Per giocare fuori casa i due joy-con potranno essere attaccati ai lati del tablet diventando un unico dispositivo, oppure separati, oppure uno per giocatore (oppure si può usare il pro controller). Inoltre ai Joy-Con possono essere collegati dei supporti (contenuti nella confezione della console) che rendono la pressione dei dorsali più semplice.

Avere la possibilità di godere delle esclusive Nintendo in portatile a questi livelli è qualcosa di meraviglioso: con Wii U facevo 3 metri tra due stanze il segnale cadeva; con lo Switch posso giocare posso giocare in bagno. Senza fare tanto i sofisticati, questo è il vero scopo di una console portatile: non interrompere la partita neanche per bisogni fisiologici.

Ma i giochi? 

Premetto che non farò una lista di giochi disponibili o annunciati (non è sede), ma come tengo sempre a ricordare, non è importante l’hardware tanto quanto il software. La buona riuscita di una console sta tutta nei giochi: buoni accordi con le terze parti ma soprattutto le esclusive. Nintendo, come si sa, a esclusive sta più che bene: nessuno gode della quantità e bontà delle esclusive della grande N.

Ma sarà riuscita questa volta ad accaparrarsi i necessari multipiattaforma? Sì. Già si venne a conoscenza che moltissime software house avrebbero lavorato per l’uscita di giochi su Switch e, concretamente, si può essere soddisfatti. Stiamo già godendo difatti di un enorme parco titoli, che volendoci allungare anche ad inizio 2018 dimostrano l’ottima offerta della console. La lista di giochi usciti e quelli già annunciati è lunga. Come già detto, Nintendo è “risorta”.

Tiriamo le somme 

Concludendo, è consigliato l’acquisto? Qui entra in gioco quello che è secondo me la piccola macchia sull’ottimo curriculum di Switch: il prezzo. Al lancio di 329,99€, questo non fu di certo un prezzo altamente competitivo e non troppo goloso, e anche adesso non c’è stato un calo di prezzi rilevante.

Togliendo questo, anche vista l’odierna offerta direi, sì: sì al bambino che sbatte la testa contro il muro dal 3 marzo.

Si avvicina il Natale, quale momento migliore per stare col figlio ritrovando vecchi amici; sì al ragazzo tra i 20 e i 30 anni, ricordate che Nintendo non fa giochi per bambini, e se avete una PS4, le due console formano l’accoppiata perfetta; ed infine, sì allo stesso padre di famiglia che non ha mai scordato il suo primo amore. La morosa capirà. Sappi che proprio mentre scrivo questo articolo, il Re è tornato. Pure in bundle. Il nuovo Mario 3D sotto l’albero non me lo farei scappare.